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Sulle sponde del Varaita, dominata dal massiccio castello, Villanova Solaro mostra le sue glorie lungo la strada principale che la attraversa, su cui si alternano le grandiose costruzioni dell'antica aristocrazia e del clero, e i fantasiosi edifici popolari, come l'asilo infantile, elegantemente liberty


Un po' di storia
Il borgo è antecedente al Mille; ma nel 1327 la «villa» era quasi in totum derelicta e Filippo di Savoia Acaja decise di ricostruirla, aggiungendoci il massiccio Castello. Nel 1363 l'allora «Villanova» passò ai Falletti, finché nel 1423 Bartolomeo Solaro ottenne dal duca Amedeo VIII di Savoia l'investitura del feudo, e il borgo prese il nome di Villanova Solaro.


Cosa vedere
Il Castello dei Solaro è tuttora il monumento principale della città. Nella prima metà dell’Ottocento Eufrasia Valperga di Masino, nata Solaro, lo trasformò in una residenza amena con una splendido giardino. Una curiosità: qui soggiornò anche Silvio Pellico, che nel 1831 vi lesse per la prima volta in pubblico alcune pagine da Le mie prigioni. Sulla piazza si affaccia la Parrocchiale di S. Martino, con il coro ligneo quattrocentesco e un fonte battesimale del 1505. A destra della facciata sorge la Canonica, gotica, ma con accenni rinascimentali e un bel portone ligneo. Lungo la via principale si trovano la piccola Ala del mercato e l’Asilo Liberty. A tre chilometri dal paese sorge il Santuario della Madonna della Noce; lungo la strada per Murello una tenuta, la Cascina Grossa, che fu la residenza estiva cara a Davide Calandra, scultore di grande talento al quale si deve, tra l’altro, il bozzetto del pannello bronzeo che orna l’aula di Palazzo Montecitorio a Roma.


Cosa fare
Celebre tradizione di Villanova è l’artigianato dei maestri mobilieri, attività largamente diffusa già nell'Ottoento, che fece scuola in gran parte del territorio. Le campagne sono perfette per ospitare rilassanti escursioni dedicate agli amanti della bicicletta e delle camminate.

 


 
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